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direttore Pierluigi Mantini

Welfare

Lavoro e apprendistato, intesa Italia-Germania per promuovere l'occupazione giovanile

Leggi tutto... La firma del patto a Napoli. Il ministro Fornero lo aveva preannunciato a Capri. Saranno utilizzati soprattutto i soldi del Fondo sociale europeo per rafforzare il programma Eures

Lo aveva preannunciato a Capri, durante il convegno nazionale dei Giovani Imprenditori. Detto, fatto, il ministro Fornero ha mantenuto la parola. Un'asse Italia-Germania in nome del lavoro e della formazione. Con un obiettivo chiaro: rafforzare i mercati del lavoro e promuovere l'occupazione giovanile. C’è tutto questo nel Memorandum D'intesa che oggi è stato firmato a Napoli dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero, e dal ministro federale del lavoro e degli affari sociali tedesco, Ursula von der Leyen.

La firma in una Napoli blindatissima, alla Mostra d'Oltremare si respirava un po' di tensione.

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Lavoro, la proposta francese parla anche italiano

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Senza voler essere esterofili a tutti i costi varrà la pena dedicare un pò di attenzione a quanto sta accadendo in Francia. I nostri cugini amano l’enfasi e lo sappiamo, quindi un pò di tara sulle loro affermazioni male non fa. Ma ieri Louis Gallois, ex amministratore delegato del colosso aeronautico Eads e delle ferrovie transalpine (Sncf), ha ultimato per conto del governo uno studio sulla competitività dell’industria francese e ha voluto lui stesso etichettarlo come «rapporto choc».

Di eclatante il lavoro di Gallois contiene un giudizio severissimo sulla concorrenzialità delle imprese transalpine e propone di impiegare la bella cifra di 30 miliardi per porvi rimedio.

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Lavoro, le ragioni di una riforma

Leggi tutto... Lettera aperta del Ministro del Lavoro Elsa Fornero al direttore de La Repubblica.

«Caro direttore, il commento di Alessandro De Nicola ( Repubblica, 7 settembre) mi offre l' occasione di proporre a lui e ai lettori del suo giornale alcune riflessioni. Riflessioni che sono da intendere come risposta alle critiche per "l' eccesso di rigidità" che le norme di riordino dei rapporti di lavoro (contratti a tempo determinato, collaborazioni a progetto, partite Iva) della recente riforma avrebbero creato.

La stessa riformaè peraltro accusata, da altri critici, di eccedere in "flessibilizzazione", ritenendo, questi altri critici, che la legge avrebbe dovuto intervenire in misura assai più incisiva, con la drastica riduzione delle tipologie contrattuali, a tutto favore del contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

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I nuovi poveri? Cinquant'anni, ex professionisti, capi d'azienda e piccoli artigiani che hanno perso il lavoro

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Cresce la disoccupazione in Italia, lo dice l'Istat, crescono i poveri, lo dicono osservatori e rapporti provenienti dai più disparati istituti di ricerca, cresce chi col lavoro perde tutto, anche la casa e il diritto di esistere. I nuovi poveri, quelli buttati in mezzo alla strada dalla crisi, senza nemmeno il paracadute di una famiglia che possa dare una mano, oggi sono ex manager, imprenditori e piccoli artigiani: tutti con un fallimento lavorativo e di vita alle spalle.

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La riforma del lavoro, legge 92/2012, è in vigore da oggi

 

Leggi tutto... Contratti, licenziamenti, cassa integrazione, mobilità, ammortizzatori e voucher: tutte le novità in vigore da oggi con la riforma del lavoro Fornero

La riforma del lavoro, introdotta dalla legge numero 92 del 28 giugno 2012, è in vigore da oggi, 18 luglio. Vediamo di seguito i punti salienti della nuova normativa.

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Il lavoro. Mai tanti giovani disoccupati sono 635 mila, il 36 per cento un anno fa erano uno su quattro

Leggi tutto... Ma 385.000 posti rimarranno scoperti nell'artigianato

LAVORO per i giovani non c' è. Sono numeri dolorosi quelli diffusi ieri dall' Istat. Il tasso di disoccupazione per chi ha un' età tra i 15 e i 24 anni ha raggiunto a maggio il tasso del 36,2 per cento, un record assoluto che non si vedeva da vent' anni. Sono in tutto 635mila persone. Non sono ragazzi che studiano. Cercano lavoro. E non uno su tre, ma ormai quasi uno su quattro, non lo trova.

Preoccupante è la velocità del fenomeno. Cinque anni fa, prima della crisi, il tasso era del 19,5 per cento. Ha iniziato a crescere con il ristagno dell' economia, ma in un anno ha fatto un balzo di quasi nove punti percentuali (dal 27,5% di maggio 2011).

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