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direttore Pierluigi Mantini

Sviluppo e Infrastrutture

Amministrazione digitale ed economia digitale: rimontiamo il programma

Leggi tutto... È tempo di proposte e di programmi chiari, non generici e di mobilitazione generale.

Riceviamo e pubblichiamo un bellissimo articolo della prof.ssa Elisabetta Zuanelli, docente di comunicazione digitale presso l’Università di ”Tor Vergata”, che ha avviato una riflessione propositiva su un tema poco presente nei programmi di vecchi e nuovi partiti, e nel parlamento, che va sotto la dizione di economia digitale.

«Il tema è consistente per tre ragioni: perché lo sviluppo di un’economia e di un mercato digitale è possibile e necessario anche per il nostro Paese, perché la spesa pubblica in materia è devastante e improduttiva, perché il tema offre nuovi ampi spazi di nuove professionalità nel pubblico e nel privato, e dunque comporta una concreta prospettiva per l’occupazione e per i giovani.

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Salvare acqua e cavoli. Come conciliare una riforma del settore dei servizi idrici con l'esito del referendum

Leggi tutto... Il settore idrico italiano ha bisogno di investimenti per circa 65 miliardi di euro nei prossimi 30 anni.

Riceviamo e pubblichiamo un Focus dell'Istituto Bruno Leoni che si pone l'obiettivo di conciliare la riforma del settore dei servizi idrici con l'esito del referendum": è possibile mobilitare risorse per oltre 65 miliardi di euro, nei prossimi 30 annit, senza tradire il voto del referendum 2011? Nicola Saporiti, responsabile per i servizi idrici di International Finance Corporation, se ne occupa nel Focus , "Salvare acqua e cavoli. Come conciliare una riforma del settore dei servizi idrici con l'esito del referendum".

Saporiti suggerisce di adottare un modello di affermage, cioè un partenariato pubblico-privato nel quale il pubblico mantiene la proprietà delle infrastrutture, mentre il privato le gestisce e si occupa di finanziare gli investimenti necessari.

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Agenda digitale, la lettera di Neelie Kroes ai parlamentari italiani: ‘Firmate il decreto’

Leggi tutto... ‘L'agenda digitale italiana – scrive la Kroes, Commissario Ue per la Digital Agenda - è al di sopra della politica; non si tratta di una questione di parte, è un passaggio vitale per la crescita Italia e per il futuro di tutti gli Europei’.

Giornata importante per le sorti dell’Agenda digitale italiana. Nelle prossime ore, così come ha deciso la conferenza dei capigruppo, alla Camera verrà posta la fiducia sul Decreto Sviluppo bis. Per domani è atteso il voto finale sul provvedimento.

L’industria dell’innovazione tecnologica è in mobilitazione e si teme il peggio, al punto che Neelie Kroes, Commissario Ue per la Digital Agenda, è direttamente intervenuta, scrivendo ai parlamentari italiani.

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La manifattura al bivio tra le vecchie zavorre e i mercati globalizzati

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La questione industriale italiana è a un bivio. Gli elementi di debolezza strutturale esercitano ogni giorno la loro forza corrosiva sui gangli più delicati della nostra manifattura. Nonostante questo, i processi evolutivi di quest'ultima proseguono lungo le traiettorie della globalizzazione, che con le sue durezze ma anche le sue opportunità sta costringendo le imprese e i sistemi distrettuali a sperimentare (o a subire) metamorfosi dolorose ma vitali.

Intanto, però, sotto la pelle del sistema si sta accumulando l'energia distruttrice che potrebbe da un momento all'altro esplodere e propagarsi se una serie di crisi industriali, prima fra tutte l'Ilva, non trovassero una soluzione o se una serie di gravi avversità naturali, in particolare il terremoto in Emilia Romagna, a conti fatti fossero state affrontate dal governo con scarsa efficacia.

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De-industrializzazione applaudita

Leggi tutto... Già perso la chimica, stiamo perdendo l'acciaio, a rischio il cemento. L'export si riduce. C'è chi se ne compiace. Di che vivrà?

La situazione all'Ilva di Taranto è precipitata, come purtroppo c'era da temere. L'altro ieri la magistratura tarantina ha emesso nuovi provvedimenti cautelari verso la famiglia Riva, ex dirigenti dell'impianto siderurgico, l'attuale presidente del gruppo ed ex prefetto Ferrante, e politici tarantini accusati di convogliare verso consulenti «amici» e sovrappagati le verifiche ambientali. Anche il presidente pugliese Vendola avrebbe «ammorbidito», secondo i pm, le verifiche ambientali regionali.

Ma a ciò si è aggiunto il sequestro di migliaia di tonnellate di lastre e coils di acciaio realizzati negli ultimi tempi a Taranto, con il divieto di commercializzazione in quanto corpi di reato. La reazione dell'azienda è stata l'immediata messa in libertà di 5mila addetti alla lavorazione a freddo.

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Perché non decolla l’housing sociale

Leggi tutto... I giovani senza casa e la legge (bloccata). Dovrebbe far decollare gli investimenti del fondo di Cdp per un piano di edilizia sociale per giovani, coppie e meno abbienti

Lo stallo. A spese dei giovani, dei meno abbienti. In sostanza, del Paese. E' la metafora più efficace per descrivere l'inusuale stop a un decreto governativo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Bloccato - pare - da mille rivoli (e controlli) della burocrazia statale, nonostante l'ok della presidenza del Consiglio dei ministri a luglio scorso.

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