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direttore Pierluigi Mantini

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Troppo stato in quell'agenda

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Per diminuire in modo significativo la spesa pubblica, e quindi consentire una flessione altrettanto rilevante della pressione fiscale, è necessario ridurre lo spazio che lo Stato occupa nella società, cioè spostare il confine fra attività svolte dallo Stato e dai privati. Limitarsi a razionalizzare la spesa all'interno dei confini oggi tracciati (la cosiddetta spending review) non basta.

Nel 2012 il governo ha tagliato 12 miliardi di euro; altri 12 miliardi di risparmi sono previsti dalla legge di Stabilità per il 2013. Troppo poco per ridurre la pressione fiscale. Abbassare la spesa al livello della Germania (di quattro punti inferiore alla nostra) richiederebbe tagli per 65 miliardi. Per riportarla al livello degli anni Settanta (quando la nostra pressione fiscale era al 33 per cento), si dovrebbero eliminare spese per 244 miliardi.

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Ricucire lo scollamento tra finanza ed economia reale

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L’inarrestabile ricerca del profitto finanziario e la sublimazione del conseguimento dell’interesse personale hanno evidenziato un “deficit morale” che oggi va assolutamente colmato.

La crisi che ne è scaturita, facendo emergere i limiti di una finanza fine a se stessa, lontana dall’uomo e dai suoi valori, invita a considerare l’etica come il perno dei comportamenti in campo economico-finanziario.

In un delicato momento storico, come quello attuale, in cui è difficile avere un’economia globale forte se una parte del mondo produce più di quanto consuma e un’altra parte consuma più di quello che produce, la finanza etica non rappresenta solo un’alternativa al sistema finanziario tradizionale, ma si pone come attivatore di sviluppo a supporto delle imprese.

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Camere pronte allo sprint finale

Leggi tutto... Avanti tutta con la legge di stabilità al Senato, sprint alla Camera per evitare la decadenza del decreto-sviluppo, taglio delle Province al test decisivo sempre a palazzo Madama. E poi probabilmente quasi più niente: l'orologio delle leggi sta per fermarsi.

Con la legislatura ormai giunta agli sgoccioli, le Camere fanno il conto alla rovescia dei giorni di lavoro reali che ancora restano prima del "romepete le righe".

E dunque delle riforme grandi e piccole che possono coltivare qualche speranza di tagliare il traguardo finale. Ma il bilancio è amarissimo, sia che lo scioglimento arrivi a Natale (voto a febbraio) o ai primi di gennaio (voto ad aprile).

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La risposta delle Borse all'addio di Monti: Piazza Affari crolla a -3%, sprofondano i bancari. Lo spread supera 350 punti

Leggi tutto... Piazza Affari continua a scivolare e il FTSE MIB arriva a cedere il 3,1% a 15.210 punti. Gira in calo anche Mediaset (-1,17%) e viene sospesa dalle contrattazioni Fiat. Sprofondano le banche con Unicredit in ribasso del 5,59%, Intesa Sanpaolo del 6,4 per cento. Balzo dello spread che contagia anche quello spagnolo

Come da attesela risposta dei mercati alle dimissioni annunciate dal premier Mario Montisi è fatta sentire prima con il rialzo dello spread tra Btp e Bund decennali dopo aver aperto ai primi scambi i 343 punti base, rispetto ai 323 della chiusura di venerdì ha superato la soglia dei 350 punti (354) con il rendimento che torna a sfiorare il 4,80%.

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Bilancio Ue: Vertice, tutte le proposte in tavola e le possibili mediazioni

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Congelamento, espansione, tagli, investimenti. La partita delle prospettive finanziarie 2014-2020 arriva con il Vertice del 22 e 23 novembre al suo snodo cruciale, dopo un anno e mezzo di colloqui e ipotesi. Le posizioni attualmente in campo appaiono più che distanti, forse addirittura inconciliabili. Da un lato ci sono le spinte espansive di Parlamento e Commissione, dall’altro le frenate dei Paesi membri. Facendo il quadro completo di tutti gli elementi sul tavolo è facile comprendere quanto la trattativa sia appesa a un filo.

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La legge di stabilità, tutte le misure

Leggi tutto... Molte le misure nel ddl che fino a qualche tempo fa era meglio noto come Finanziaria: dal blocco dell'aumento dell'aliquota Iva al 10%, all'incremento delle detrazioni per i figli a carico, dai fondi per il credito d'imposta a favore delle pmi all'ampliamento della platea degli esodati.

Il ddl Stabilità 2012 ha concluso la prima lettura alla Camera profondamente migliorato, pur mantenendo invariati i saldi di finanza pubblica della manovra. La scelta di fondo è stata quella di sopprimere le norme che prevedevano la riduzione delle aliquote IRPEF applicabili ai primi due “scaglioni” di reddito (del 23 e del 27 per cento) di un punto percentuale ...

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Le priorità del nuovo bilancio Ue

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Il 29 giugno 2011 la Commissione europea ha definito la sua proposta riguardo al Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2014-2020, su cui si dovrà raggiungere un accordo politico nella sessione speciale del Consiglio europeo del 22-23 novembre prossimo a Bruxelles.

L’accordo dovrà avvenire sulla base delle indicazioni presentate dal Presidente Van Rompuy d’intesa con la Presidenza di turno cipriota e con il Presidente della Commissione. Il regolamento relativo al QFP deve poi essere adottato dal Consiglio all'unanimità, previa approvazione del Parlamento europeo.

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Banca d'Italia: debito pubblico a 1.995 miliardi

Leggi tutto... Nuovo record storico per l'ItaliaI debiti delle amministrazioni pubbliche sono aumentati di 19,5 miliardi rispetto al mese precedente, toccando un nuovo massimo storico. L'incremento, emerge dal supplemento al bollettino statistico di Bankitalia

Non si ferma mai e avanza sempre più spedito verso quota 2.000 1miliardi il debito che grava sullo Stato italiano. Il nuovo record è stato conteggiato dalla Banca d'Italia e testimonia un aumento di 19,5 miliardi rispetto ad agosto. Il contatore a fine settembre si è fermato a 1.995,1 miliardi.

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Quale sistema di governo per l'economia

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Nel suo consueto editoriale domenicale su Il Sole 24 Ore, Giuliano Amato, a cui certo non manca esperienza di governo in generale, e di governo dell'economia in particolare, ha sollevato un nodo importante: se un sistema presidenziale all'americana od un sistema parlamentare all'europea sia piu' 'efficiente' in termini di decisioni spedite e di buona qualita'.

Il sistema americano (in cui Presidente, da un lato, e Congresso, dall'altro, hanno due fonti molto differenti di legittimazione elettorale) permette di sapere chi e' alla guida del Governo la notte stessa delle elezioni ma se (come avvenuto nel caso specifico delle elezioni 2012) ad un Presidente 'democratico' si contrappone un Congresso 'repubblicano', l'esito sara' la necessita' di lunghi e complessi negoziati perche' il Paese assuma decisioni fondamentali (quali, nel caso specifico Usa, quelle sui contenuti del bilancio, sul deficit, sul limite allo stock di debito).

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Necessità e virtù dell’Unione bancaria

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Nel 1992, quando l’inchiostro delle firme sul Trattato di Maastricht era ancora fresco, scrivevo con riferimento ai possibili compiti di vigilanza della nuova istituzione monetaria(1): «Anche se la funzione statutaria [...] con riferimento alla supervisione bancaria è minima, i meriti di una centralizzazione della vigilanza in capo a un’agenzia specializzata e responsabile per l’intero territorio comunitario andrebbero attentamente esaminati; infatti, mentre l’attività si va globalizzando, le responsabilità di vigilanza rischiano di rimanere frammentate e di creare esternalità a danno di questo o quel sistema nazionale di supervisione».

Percorso a ostacoli. Più spesso di quanto sia desiderabile, le innovazioni istituzionali sono frutto dell’urgenza del provvedere. La crisi, dalle origini finanziarie e dai gravi sviluppi reali, sta inducendo nel 2012 le autorità dell’Unione europea, incluse quelle dell’Eurozona, a muoversi in maniera accelerata sul tema della vigilanza.

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L’allarme del Fmi “Con la crisi europea frenata mondiale”

Leggi tutto... “Stop alle rigidità tedesche, serve una Ue solida”, per l’Italia lo scenario peggiora: nel 2013 Pil a -0,7%  

La crescita globale rallenta a causa della crisi europea e dei timori sull’America, l’Eurozona però è sulla strada giusta e deve per questo accelerare sull’integrazione fiscale, a cominciare dalla ricapitalizzazione delle banche in Spagna e Italia.

Dal canto suo, la Germania deve abbandonare la rigidità delle sue posizioni e contribuire a costruire un’Europa davvero unita: sono questi i messaggi centrali contenuti nel World economic Outlook pubblicato dal Fondo monetario internazionale in coincidenza con l’odierno inizio della sessione annuale che, per la prima volta, si svolge non a Washington bensì a Tokio.

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Fase tre per la crisi dell’euro?

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Le prime due componenti della crisi dell’euro – una crisi bancaria causata dall’eccessivo indebitamento sia a livello pubblico che privato e seguita da una profonda perdita di fiducia nei governi dell’Eurozona – sono state affrontate con successo, o per lo meno lo sono state in parte. Resta però il terzo fattore alla base della crisi, il più pericoloso e prolungato nel tempo: lo squilibrio strutturale tra il nord e il sud dell’Eurozona.

Innanzitutto, la buona notizia: il timore che le banche europee potessero collassare, con la fuga degli investitori in panico verso la sicurezza, producendo una Grande Depressione Europea, ora sembra essere superato. Allo stesso modo, il timore, interamente alimentato dalla politica disfunzionale dell’Unione europea, che i governi dell’Eurozona potessero andare in default, causando le stesse terribili conseguenze, ha iniziato a dissiparsi.

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Doppio scudo per l'euro

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Prima è arrivato il bazooka della Bce con il piano Draghi per acquisti condizionati ma illimitati di bond sovrani di concerto con il fondo salva-Stati. Più che l'arma, decisivo il bersaglio conclamato: il salvataggio dell'euro nella sua integrità.

Poi, ieri, è arrivato anche l'imprimatur (sia pure con qualche paletto) della Corte di Karlsruhe su fiscal compact ed Esm, il quasi-Fondo monetario europeo da 500 miliardi, dichiarati compatibili con la Costituzione tedesca. In meno di una settimana sono stati costruiti solidi contrafforti a sostegno delle troppo gracili mura che circondano la moneta unica, finora esposta a tutti gli attacchi speculativi. In breve, ha vinto la linea Merkel, cioè la volontà politica del Governo tedesco di non sperperare il patrimonio dell'euro e dell'Europa, nella sopravvenuta convinzione che simili tentazioni nel mondo dell'economia e della competizione globali sarebbero puro autolesionismo.

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14 proposte di governo per un fisco più sempice ed equo

Leggi tutto... LE PRIMARIE DELLE IDEE per la rinascita dell'Italia

7-8-9 Settembre 2012 CHIANCIANO TERME

Con il presente documento, la Fondazione COMMERCIALISTITALIANI, aderente a fareCentro, presenta questi emendamenti che non necessitano di copertura finanziaria: atti al sostegno dei cittadini e delle famiglie, allo sviluppo, al miglioramento ed alla semplificazione dei numerosi adempimenti dei contribuenti.

Insomma, nel giusto rigore della fase attuale, è possibile un fisco più semplice ed equo.

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Bondi: sui tagli resa dei conti a settembre

Leggi tutto... Il superconsulente annuncia il «redde rationem». Spending review al Senato sì con la fiducia, lunedì il via definitivo 

Con la trentesima fiducia il governo ottiene dal Senato il via libera al decreto legge sulla spending review e sulle dismissioni immobiliari. I voti a favore sono stati 217 (Pd, Pdl, Udc e Terzo polo), 40 i no e 4 gli astenuti. Cifre che dimostrano il crescente mal di pancia espresso da una decina di senatori Pdl contrari alla linea del rigore.

Ma quello che Palazzo Madama ha approvato - e che alla Camera andrà giovedì per un altro probabile voto di fiducia lunedì - sembra sia solo un antipasto di quello che ci aspetta.

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Monti a Helsinki per rafforzare l'euro. E la Bundesbank stoppa la Bce sui bond

Leggi tutto... Il premier in Finlandia dopo l'incontro con Hollande. La banca centrale tedesca frena sui riacquisti dei titoli di Stato

La Banca Centrale Europea deve oltrepassare il proprio mandato. Lo ha detto, secondo quanto riportano le agenie l'agenzia finanziaria Bloomberg, il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, aggiungendo che i governi sovrastimano le possibilità dell'Eurotower. Nei giorni scorsi si era parlato di una Bce pronta a intervenire sui mercati acquistando bond per calmierare le differenze troppo marcate nello spread, ovvero della differenze dei rendimenti dei titoli di Stato, che danneggiano i paesi con debito pubblico elevato, da tempo nel mirino della speculazione. La politica monetaria della Banca centrale europea deve restare focalizzata sulla stabilità dei prezzi, ha chiarito Weidmann, e i problemi di bilancio degli Stati dovrebbero essere risolti attraverso le politiche di bilancio o il ricorso al fondo di salvataggio Ue.

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Sanità, statali, enti locali, tasse universitarie, Spa pubbliche: ecco tutti i tagli della spending review

Leggi tutto... Tra i provvedimenti presenti nel testo gli incentivi nella Pa: i dirigenti dovranno analizzare le prestazioni dei dipendenti per premiarne uno su dieci 

1. Pubblico impiego sotto esame
Tasse universitarie, prescrizioni dei farmaci e tagli alle Spa pubbliche sono le novità che hanno contrassegnato il rush finale dell'esame a Palazzo Madama. Ma particolarmente intenso è stato tutto il lavoro svolto nelle ultime due settimane in Commissione Bilancio, dove sono stati numerosi gli interventi di modifica al testo del Governo. 

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Tutte le armi in mano a Bce e Ue

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La grave accelerazione della crisi del debito sovrano europeo impone l'attuazione da parte delle istituzioni europee di quello che i mercati amano chiamare «quick fix»: una soluzione efficace, immediata e definitiva, quel colpo di spugna che il potere di intervento illimitato della Bce sarebbe in grado di realizzare in stile quantitative easing per allontanare i rendimenti dei titoli di Stato spagnoli e italiani dalla soglia dell'insostenibilità e sgombrare il campo estivo dal rischio della richiesta di aiuto a Ue e Fmi da parte di Madrid o Roma.

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I palloni gonfiati del 1929 e quelli di oggi

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Ancora una volta, consiglio la lettura de «Il Grande Crollo» di John Kenneth Galbraith, il racconto della crisi del 1929 e del crac di Wall Street. Ecco un passaggio illuminante: "Cose che in altri momenti restavano nascoste da una pesante facciata di dignità erano ora messe a nudo, perché il panico aveva fatto dileguare quella facciata d’improvviso, in modo quasi osceno. Raramente ci è concesso uno sguardo oltre quella barriera; nella nostra società l’equivalente delle mura del Cremlino è il pallone gonfiato. Lo studioso di storia sociale deve essere sempre attento alle occasioni che gli si presentano, e ce ne sono state poche come il 1929".

Chiudete gli occhi, non pensate al 1929 ma al 2012 e ai mesi che verranno. Sono sicuro che li vedete anche voi, i palloni gonfiati.

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Se la finanza diviene una ideologia

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Immaginare di riunire la classe politica e dirigente europea intorno ad un tavolo per iniziare a parlare delle vere cause che hanno innescato una crisi finanziaria senza precedenti sarebbe un bel dono a tutti i cittadini e rappresenterebbe un passo fondamentale per scongiurare l’inarrestabile declino della nostra cara Unione Europea.

I dati sulla disoccupazione e sulla crescita economica sono incontrovertibili e lasciano presagire scenari bui per il vecchio continente. La classe politica europea è impegnata da mesi ad anteporre l’interesse di singoli gruppi e di posizioni personali all’interesse comunitario, mentre al di fuori della campana di vetro europea, il disagio sociale cresce, e come descrive Mario Sechi, Direttore de “Il Tempo”, rischia di trasformarsi in una “bomba sociale”.

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