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direttore Pierluigi Mantini

Dai professionisti, non richieste, ma un programma di governo

Professional day Manifesto - Con Monti sta nascendo il MOVIMENTO T.I.P. - TECNICI IN POLITICA. Una categoria di 4 milioni di persone che produce il 12% del Pil

Con Monti e il governo dei tecnici il paradigma è cambiato, non più professionisti “della” politica ma professioni “nella”politica (o almeno un buon mix di entrambi). La sfiducia nella politica e nei partiti tradizionali è misurata ai minimi storici. Ma l’Italia, che affronta con sue peculiarità una crisi che investe molti paesi e si confronta con i nuovi problemi della globalizzazione,deve essere governata, ha diritto di credere nel proprio futuro.

“Maior pars o melior pars”? Era il dilemma posto da Einaudi per la natura del governo nella democrazia.
Noi dobbiamo coniugare i due aspetti del dilemma, la soluzione non può essere la tecnocrazia (un presunto governo degli ottimati), e non può essere il populismo, la demagogia.
La democrazia, sempre imperfetta, si nutre di competenze tecniche e di politica, nella sua dimensione popolare al servizio del bene comune.

Occorre coniugare competenza tecnica e democrazia. Con questa consapevolezza dai mondi delle professioni si leva un “Manifesto per l’Italia”, un appello alla partecipazione dei “tecnici in politica”, in un’accezione democratica e sociale e non elitaria o tecnocratica.

Le professioni italiane, nuove e di tradizione, sono uno straordinario bacino di competenze, decisive nell’economia della conoscenza. Sono un settore rilevante per numeri, quattro milioni di professionisti, 12 per cento del PIL, per i compiti sussidiari che svolgono nell’interesse comune, per l’organizzazione radicata nei territori. Sono un soggetto riformato, sia nel settore degli ordini e collegi, dopo le recenti leggi su concorrenza, tariffe e società, sia per le nuove professioni ora disciplinate con associazioni più responsabili.
Oltre ai contenuti di competenze, possono apportare al dibattito e al rinnovamento politico stimoli di maggiore competizione ed efficienza nel rispetto delle regole sulla base dei principi di liberalità, di autodisciplina e di auto-organizzazione che regolano l’esercizio delle loro attività.

In sostanza, i mondi professionali si sono trasformati in questi anni, spesso brutalmente, con fatica e problemi irrisolti, ma hanno saputo innovare, nella crisi, in sintonia con le esigenze del Paese. 
Ora le professioni italiane sono professioni liberali non nell’accezione del Novecento ma in quella del terzo millennio, con un modello tra i più avanzati in Europa.

Hanno dunque tutte le carte in regola per essere protagonisti attivi del cambiamento necessario all’Italia, soggetti competenti di governo per le politiche del Paese. 
Competenze tecniche e democrazia, rigore e ricette per la crescita.

Questi fattori di cambiamento hanno bisogno non solo di personalità illuminate e di partiti più aperti e disponibili, hanno bisogno un vero soggetto sociale diffuso e radicato che assuma l’impegno nazionale delle responsabilità di governo.

E’ un movimento civico, quello dei “tecnici in politica”, ma è anche, inevitabilmente, un movimento politico. Dalle professioni sono venute e vengono molte proposte per il Paese, dai programmi di rigenerazione delle città a quello per una giustizia più celere ed efficiente, da quelle sulla semplificazione fiscale alla green economy, alla sicurezza, alla salute, all’internazionalizzazione delle imprese, ai temi decisivi per la società e le persone.

Non più rivendicazioni corporative o parziali ma un programma di governo, basato su rigore, crescita, Europa politica, che nasce dalle competenze professionali, dalle eccellenze e dalle reti diffuse dei saperi, dal lavoro quotidiano con le imprese, i tribunali, gli ospedali, le pubbliche amministrazioni, la comunicazione, la consulenza, le sfide globali, le ansie dei più giovani, la formazione permanente, i ceti creativi.

Senza alcuna presunzione, con molta umiltà, consapevoli della necessità di contribuire alle difficoltà dell’Italia e al suo futuro, noi lanciamo un appello responsabile e lavoriamo al “Manifesto delle professioni per l’Italia”. E’ un lavoro che inizia per il bene comune, saremo in tanti. 

Ci sarà una lista delle PROFESSIONI LIBERALI alle prossime elezioni?

 

Stefano Cordero di MontezemoloPresidente Europeo Master in Business AdministrationMarco CuchelPresidente Fondazione CommercialistiAngelo DeianaPresidente Comitato Scientifico COLAPPierluigi MantiniPresidente Professionisti democraticiEzio Maria ReggianiVicepresidente Confprofessioni

 

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