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direttore Pierluigi Mantini

Editoriali

FORWARD!

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fareCentro, con le associazioni collegate e gli amici della redazione, ha sin qui prodotto per lo più analisi, documenti, informazione.

Ne abbiamo discusso e abbiamo deciso che è il momento di aprire un dibattito più preciso e politico, sul tema dell’Udc e della costruzione della Lista per l’Italia.

Inizio io.

*   *   *

Le elezioni americane sono state un grande evento globale e le analisi continueranno per giorni.

Io ho seguito le precedenti elezioni come osservatore OSCE in Usa ed in effetti il clima è elettrizzante.

Se ora dovessi limitarmi ad isolare tre elementi direi: 1) si, si vince al centro, la competizione elettorale è stata centripeta non centrifuga; 2) molto entusiasmo ma ha votato, al solito, meno del 55 per cento degli americani e nessuno dei commentatori è svenuto, come avviene da noi per la crescita dell’astensionismo; 3) i leader parlano al Paese, di problemi, di lavoro, di speranza e chi perde stringe la mano a chi vince. È un contesto più pragmatico, meno ideologico, meno ossessionato dai tatticismi, che parla di policies più che del teatrino politics. E già dal giorno dopo c’è collaborazione tra i due partiti per abbattere il fiscal cliff, la barriera di tasse per ridurre il debito pubblico.

Ha vinto Barak Obama, bene anche per l’Europa: forward!

Da noi è un po’ diverso. Dopo la caduta del governo Berlusconi-Bossi e la miracolosa nascita del governo Monti si è fatto un pezzo di strada importante per recuperare rigore nel risanamento finanziario dei conti pubblici e prestigio in sede europea e internazionale.

Riforme importanti, impensabili in così poco tempo, da attuare e sviluppare nel tempo riducendo certo il peso fiscale e riprendendo al più presto la via della crescita. Le politiche recessive non sono sostenibili per un tempo lungo.

Ma con quale governo, quale futuro politico per l’Italia, si chiedono tutti, a partire dai big players dei mercati finanziari?

Noi dell’Unione di Centro abbiamo indicato una via per il futuro, quella dell’alleanza tra moderati e progressisti per il governo responsabile dell’Italia.
Come Moro, in altro momento storico, riteniamo che nuovi tempi si annunciano, tempi difficili, in cui occorrono una democrazia inclusiva, più forte, e un governo di alleanza tra le principali culture politiche del Paese.

È una prospettiva realista, ragionevole, coerente con le esigenze dell’Italia.

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Farecentro, con Monti, oltre Monti

Abbiamo aperto una nuova strada con il governo Monti, ora vogliamo percorrerla.

Certo non mancheranno inciampi, ostacoli, pericoli ma, come diceva Sant'Agostino "meglio zoppicare sulla strada giusta che correre sulla quella sbagliata".

Vorremmo lasciarci dietro le spalle l'Italia del bipolarismo urlato, dell'inefficienza, del ricatto dei massimalisti, dell'evasione dai doveri civici, l'Italia della Seconda Repubblica, per intraprendere un nuovo cammino, costruire un altro futuro.

Un'Italia più civile e matura, protagonista delle sue riforme e autorevole in Europa e sulla scena globale, un'Italia democratica, fondata sui principi della Costituzione, con un forte spirito liberale, attenta ai valori della solidarietà e del lavoro, all'etica pubblica, all'integrazione, alla green economy, sorretta dall'umanesimo cristiano.

Stiamo ottenendo dei primi importanti risultati in Europa, con le nuove misure a garanzia dei debiti sovrani e nel risanamento interno.

Occorre andare avanti. Con le riforme istituzionali e una nuova legge elettorale, recuperando la dignità della politica nelle istituzioni democratiche, sconfiggendo con le riforme la demagogia di destra e di sinistra.

È tempo di idee, di progetti, di speranza, di un forte impegno per l'Italia.

Ci siamo messi in rete per questo, fondazioni, associazioni, persone: per FARECENTRO.

Modernizzare le Istituzioni

Dobbiamo credere nella possibilità di una fase politica disponibile alla ripresa di un serio confronto per le riforme istituzionali utili al Paese, al fine di completare una ormai lunga transizione costituzionale e di riordinare i confusi materiali della cosiddetta «seconda Repubblica». Crediamo profondamente nell'assoluto valore dei princìpi fondamentali della Carta costituzionale e riteniamo parimenti necessaria la modernizzazione della parte seconda della Costituzione in ambito istituzionale.

L'Unione di Centro è convinta dell'utilità di superare, nel nuovo assetto ormai determinato dalla riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione del 2001, il bicameralismo paritario «all'italiana», istituendo un Senato federale o delle autonomie che dia un senso compiuto alle disorganiche politiche federaliste degli anni recenti. È altresì convinta che sia parallelamente necessario ridurre i costi della politica attraverso la diminuzione del numero dei parlamentari e delle province, abrogando almeno quelle con una popolazione inferiore a 500.000 abitanti.

 

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