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direttore Pierluigi Mantini

Cooperazione e Integrazione

Focus BNL - Un fattore “I” per la ripresa: dall’immigrazione all’integrazione

Leggi tutto... FOCUS BNL - Più che in altri paesi d’Europa, in Italia la presenza degli immigrati costituisce un sostegno essenziale per l’economia - Tra i grandi paesi dell’eurozona l’Italia è l’unico dove il tasso di occupazione dei cittadini extra-comunitari supera i valori totali dello stesso.

Non è una coincidenza. Tra i grandi cambiamenti registrati in Italia nel primo decennio della moneta unica va iscritta la crescita verticale dell’immigrazione. Con l’euro, la globalizzazione e quella nuova divisione internazionale del lavoro che si è affermata con l’ingresso della Cina nel WTO, l’Italia è divenuta un polo di attrazione di correnti consistenti di migrazione in entrata, cambiando una storia secolare caratterizzata da un segno del tutto diverso.

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La realtà del non profit

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L’Italia è un Paese caratterizzato da una delle più diffuse e radicate reti di realtà non profit al mondo. Un’economia civile, composta da soggetti privati che forniscono servizi pubblici senza avere il lucro come obiettivo, che soprattutto in tempi di crisi sta mostrando il suo valore e la sua utilità. La cosa che da sempre sorprende chi opera in questo ambito, tuttavia, è il dover constatare troppo spesso la distanza che intercorre tra la società reale, fatta da chi la vive e da chi la anima, e chi invece questa società dovrebbe raccontarla (i media) o rappresentarla (la politica).

Uno 'spread' storico, antico, che cresce con l’aumentare della distanza tra il territorio e i centri del potere, tra il quartiere e i salotti delle metropoli, tra il pragmatismo di chi vive nella realtà di un Comune e l’ideologia che serve a lucrare facili dividendi politici.

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Monti al Forum della Cooperazione Internazionale

Leggi tutto... Il Presidente Monti interviene al Forum della Cooperazione Internazionale "Muovi l’Italia, cambia il mondo", organizzato dal Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione, in collaborazione con la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri. All'evento partecipano cittadini interessati, esperti, attori tradizionali e nuovi della cooperazione allo sviluppo, rappresentanti istituzionali europei e dei paesi del Sud del mondo.

«Vorrei rallegrarmi con il Ministro Riccardi per aver organizzato questo Convegno, occasione importante per ribadire la centralità della cooperazione allo sviluppo nella politica estera italiana ed europea, ancor più dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. 

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Andrea Riccardi: «Così le famiglie non reggono»

Leggi tutto... Intervista al ministro Riccardi

La fotografia dell’Italia povera dell’Istat non sorprende il ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi. «Non ignoravamo questa situazione – dice – e stiamo valutando come intervenire». Riconosce l’importanza dei numeri, pur non giudicandoli rivoluzionari.

Ministro, questi dati non vanno sottovalutati...
Nessuno li sottovaluta, tantomeno il governo. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, sono situazioni consolidate, che si trascinano da anni, più che nuove povertà. Girando per l’Italia ci si rende conto di tante situazioni di difficoltà...

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La Caritas: «Non rimandare all’inferno chi chiede asilo»

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Il futuro delle 20 mila persone ancora in attesa di riconoscimento di uno status giuridico un anno dopo l’emergenza Nordafrica. E ancora, la creazione di un sistema di accoglienza sostenibile e chiarezza da parte del governo sui rifugiati in merito all’accordo con la Libia siglato il 3 aprile scorso dal ministro dell’Interno Cancellieri con il suo omologo libico.

Sono i temi chiave sui quali Oliviero Forti, responsabile dell’ufficio immigrazione della Caritas italiana, interverrà stamane a Roma alla Casa del cinema alla celebrazione della giornata mondiale del rifugiato organizzata dall’Alto commissariato Onu. Forti rappresenterà il Tavolo asilo, il cartello della società civile che aiuta i migranti. Il governo sarà rappresentato dal ministro della Cooperazione Andrea Riccardi.

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Africa, eppure la convivenza religiosa funziona

Leggi tutto... Intervista al ministro per la Cooperazione internazionale, Andrea Riccardi, dopo la recrudescenza del terrorismo anti-cristiano in Nigeria 

Le diversità religiose in Africa sono un fattore più di distensione o di conflittualità nei paesi africani?

L’Africa subsahariana è sempre stata multireligiosa. Una caratteristica del continente è stata e rimane la tolleranza: anche nelle stesse famiglie vi sono appartenenti a fedi diverse senza che questo crei problema. Soltanto in Sudan e Nigeria vi sono state tensioni, dovute in gran parte alla presenza di un Islam influenzato dai paesi arabi dell’Africa Mediterranea o del Golfo. La guerra ormai ventennale in Somalia vede –ad esempio- musulmani scontrasi fra loro.

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