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direttore Pierluigi Mantini

Cattolici

Il Vaticano: “Le agende dei partiti non cancellino lo stato sociale”. Bagnasco: “Campagna più rispettosa”

Leggi tutto... Appello di Monsignor Toso ai politici. Il presidente dei vescovi: “Nel 2013 serve sussulto di fiducia e coesione”

I partiti, se credono in un riformismo pieno e rispettoso delle persone, devono comprendere nei loro programmi e nelle loro agende, alcuni principi di fondo quali il diritto al lavoro, la tutela dello Stato sociale e democratico contrastando la sua erosione, i tentativi di abbatterlo e la crescita delle diseguaglianze. È quanto ha affermato alla Radio Vaticana monsignor Mario Toso, Segretario del Pontificio consiglio giustizia e pace.

Intanto anche il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, lancia un appello ai partiti: «Per portare ad un buon esito, la campagna elettorale deve essere più costruttiva e rispettosa delle diverse posizioni, pur dentro la dialettica, che è giusta».

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La linfa vitale del cristianesimo

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Il cristianesimo è la «linfa vitale» da cui attingere per promuovere «il rinnovamento delle coscienze» e «il concorde orientamento al bene comune».

L’invito rivolto da Giovanni Paolo II il 14 novembre 2002 ai membri del Parlamento italiano che lo accolsero in seduta comune nel Palazzo di Montecitorio è stato rilanciato da Benedetto XVI in un messaggio — a firma del cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato — inviato ai presidenti del Senato della Repubblica, Renato Schifani, e della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, in occasione della cerimonia commemorativa del decennale della visita papale.

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La crisi morde la vita della gente la politica non si lasci schiacciare serve una democrazia sostanziale

Leggi tutto... Non ci si può appiattire sulla crisi.

Il cardinale Angelo Scola a Londra, alla Camera dei Lords, parla della sua Fondazione Oasis,e del confronto tra fedie culture diverse. Ma l' arcivescovo di Milano non dimentica la crisi italiana che, dice in questa intervista a Repubblica, «morde la carne di tante persone».

Manca una visione, spiega. E aggiunge: «Ci vuole una nuova cultura politica».

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Memoria e attualità del Concilio Vaticano II

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Ricordare il Concilio non vuol dire farne la celebrazione. Questo non serve a nulla. Ricordare il Concilio vuol dire ritrovarne l’attualità, la presenza, la vitalità, quello che ancora oggi esso può dire, della Chiesa, di noi, del nostro futuro, della salvezza, della fede. Non si tratta di una memoria archivistica, è una memoria vivente, una memoria attualizzante, trasformatrice.

La memoria del resto ha avuto una parte rilevante nel Concilio. Tutti i venti Concili precedenti sono stati richiamati, resi presenti, e il Vaticano II ne ha come fatto la ricapitolazione, l’ermeneutica, l’esegesi: dal contenuto fondamentale della fede cristologica e trinitaria dei Concili di Nicea, di Efeso, di Calcedonia, con la decisiva aggiunta che con l’incarnazione “il Figlio di Dio si è unito in certo modo ad ogni uomo”, al risanamento della controversia sulla “sola Scriptura” del Concilio di Trento, alla giusta interpretazione del Vaticano I con l’armonizzazione del primato petrino con la collegialità episcopale.

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Giuseppe Dossetti. Cinquanta anni fa si apriva il concilio Vaticano II

Leggi tutto... Sull’esperienza del Concilio proponiamo l'intervento di Giuseppe Dossetti, “perito” conciliare al seguito del Card. Giacomo Lercaro. 

(Prolusione all’inaugurazione dell’anno accademico 1994-95 dello Studio Teologico Interdiocesano di Reggio Emilia, 29.10.1994. In: Giuseppe Dossetti, Il Vaticano II. Frammenti di una riflessione, a cura di Francesco Margiotta Broglio, Il Mulino, 1996)

1. Tra i due roghi atomici di Hiroshima e Nagasaki, la conseguente resa incondizionata del Giappone il 2 settembre 1945 (che poneva fine ai sei anni della seconda guerra mondiale) e il primo annunzio del Concilio dato da Papa Giovanni il 25 gennaio 1959, passarono poco più di tredici anni.

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Bagnasco: «Serrare le fila per amore del Paese»

Leggi tutto... Con la prolusione del cardinale Bagnasco si sono aperti i lavori del Consiglio permanente della Cei. Dat, unioni di fatti, lavoro, giovani e impegno per la famiglia al centro del discorso. Un richiamo forte anche al caso Lazio: «Disagio e rabbia per gli onesti».

«Venerati e Cari Confratelli, veniamo da mesi particolarmente impegnativi e intricati, che dettagliano una condizione sempre più complessa, per noi italiani come per l’Europa. Non si è infranto un equilibrio da riaggiustare; è accaduto qualcosa di più consistente e profondo che ha portato a galla di colpo le contraddizioni, le ingenuità, le fughe in avanti, gli squilibri, i rinvii accumulatisi nei decenni e sui quali evidentemente ci si illudeva di continuare a lucrare.

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